Compagnia Khorakhané Danza
La Compagnia Khorakhané Danza, fondata nel 2004 da Luciano Firi, opera da oltre dieci anni nell’ambito veneziano come centro promotore di scambi e rassegne culturali, tra cui "Corpi Narranti" (Brusegana - PD) e "Civrana Dance Festival" (Cona - VE).
La Compagnia, composta da sette danzatori professionisti, tutti provenienti da una formazione classico-accademica, è diretta da Luciano Firi, che ha plasmato l’identità artistica del gruppo fin dalla sua fondazione. Il suo stile personale è caratterizzato da un particolare utilizzo delle braccia e delle mani, l’uso del dialogo e della contaminazione tra le arti, l’impiego della voce, e una ricerca accurata delle possibilità espressive e interpretative di ogni singolo danzatore, al fine di far emergere la personalità più autentica e renderlo partecipe sulla scena di uno “spettacolo totale”.
"Khorakhané", espressione Rom che significa "a forza di essere vento", è il nome che Luciano Firi ha dedicato alla sua compagnia al momento della fondazione. È anche il titolo di una delle più seducenti e chiaroscurali composizioni di Fabrizio De André.
La compagnia Khorakhané Danza aderisce all'AGIS attraverso Federdanza e fa parte dell'AIDAP.
Nel 2010 ha ricevuto il riconoscimento dal MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) e gode del sostegno della Regione Veneto per il grande riscontro di pubblico e di critica ottenuto nel presentare le sue coreografie, avvalendosi di una rosa di straordinari coreografi, musicisti e scenografi ospiti.
Da febbraio 2011 fa parte di A.R.CO. Danza (Associazione Regionale delle Compagnie di Danza), riconosciuta dalla Regione Veneto.
Per Alda Merini
Foto di Johnny Rosato
Coproduzione: Civrana Dance Festival
Con il sostegno del MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Regione Veneto e A.R.CO. Danza
Con molta umiltà e in punta di piedi, rendiamo omaggio alla poetessa Alda Merini.
Nella prima parte dello spettacolo, ho trovato "Un muro che ci circonda", un'immagine che costruiamo con le nostre mani. Musa dei Navigli è un tentativo di ricostruire narrativamente tre momenti di vita della poetessa milanese. Tuttavia, è nelle poesie Lirica Antica, Perché T'amo e Io sono folle folle che la coreografia si concentra, in un collage di sensibilità vaganti: il dolce-amaro, la solitudine, il chiaroscuro, l’odio-amore. Sequenze ispirate da ciò che ho percepito leggendo i suoi manoscritti, che ho deciso di tradurre in danza in questo viaggio introspettivo.
La seconda parte dello spettacolo prende una svolta anti-narrativa: una serie di immagini rappresentano l’orrore della malattia mentale e l’isolamento sociale che ne deriva. Uno schema di passi, giocando sui contrasti tra pieno e vuoto, si traduce in un ritratto che riflette la freschezza e la genuinità interpretativa di tutti noi.
Foto di Daniele Lepardo
Coproduzione: Jesolo Dance Festival - Festival "Corpi Narranti"
Con il sostegno del MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Regione Veneto e A.R.CO. Danza
L'atmosfera e i colori del passato, la scelta dei materiali e gli accostamenti proiettati nei tempi moderni… tutto parla di noi. Quattro stanze, un viaggio alla scoperta dei miti del passato, con un mix originale di novità nell’interpretazione delle leggende: Demetra, Persefone, Sparta, Zeus, Marco Aurelio, Arianna e il Minotauro.
Sarà l’oggetto a fare la differenza tra le tendenze di ieri e di oggi, con incursioni nel dettaglio che rivelano come eravamo e come, in fondo, il modo d’essere e di vivere non sia realmente cambiato.

Foto di: Studio Fotografica
Coproduzione: Teatro Wasserman - VI Rassegna "Amore e Follia"
Festival delle Terme di Montegrotto - Jesolo Danza Festival
Con il sostegno del MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Regione Veneto e A.R.CO. Danza
Yerma, opera di F.G. Lorca, racconta la storia di una donna avvelenata dalla sua frustrazione materna. Yerma invoca e maledice il suo sposo, colpevole di non essere fecondo.
Il suo desiderio di realizzare il percorso di donna e il suo bisogno di essere madre la portano a cercare tutti i mezzi possibili per realizzare il suo sogno. Tuttavia, lungo il suo cammino, Yerma capisce che non è solo la forza dell'amore a poter colmare il suo desiderio, ma la forza della natura, che le è contraria.
Umiliata come donna e madre, Yerma vive con una rivolta interiore che non trova fine nel suo cuore, fino alla perpetuazione del sacrificio.
Lo spettacolo è stato riportato storicamente agli anni successivi alla guerra e ambientato in un paese contadino.
Foto di: Sara (FotoBassan)
Coproduzione: VIII Festival Città di Montegrotto Terme, MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Regione Veneto e A.R.CO. Danza
Ti avvolgo nel mio abbraccio e partiamo per questo sogno onirico, offrendoci uno stimolo a guardare dentro di noi.
Energie fluttuanti scorrono tra noi, ispirate da ricordi incancellabili di come eravamo. La coreografia, non priva di qualche riferimento agli anni '40, vuole esprimere le relazioni tra esseri umani attraverso amore, passione, dolore, gioia, malinconia ed erotismo, evitando i cliché del tango, come il ballerino con la rosa in bocca.
Nel silenzio dell’attesa, i danzatori danno vita a sogni e fantasie che si impossessano della realtà, fondendosi le une con le altre. Il respiro scandisce il tempo, segnala arrivi e partenze, lega gli uni agli altri nella memoria. I corpi cadono, e i movimenti delle braccia tagliano, colpiscono, girano e scivolano lungo curve di linee sinuose, simboleggiando la frammentazione del tempo e dello spazio.
La musica va e viene, e i loro respiri si fondono con la realtà dell’istante… Finalmente sentono evocare la magia di terre lontane.
ALFREDO LA PERA:
"Ho paura di ritrovarmi con il passato che torna a scontrarsi con la mia vita. Ho paura che le notti, popolate di ricordi, incatenino i miei sogni."
Foto di Caterina Santinello
Coproduzione: XX Festival Internazionale Abano Danza - Fabbrica Lumière - I Festival delle Arti - MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Comune di Chioggia - Regione Veneto.
Il mare, grembo della sua città natale, ha ispirato a Luciano Firi la pulsante coreografia Mare Madre (Oltre l'Acqua), una creazione in cui l'esplorazione dell'eterno femminino si intreccia con una sorta di drammatica "discesa delle madri". Lo spettacolo si dipana con l'energia dei sentimenti primordiali, ricco di grande dinamismo alternato a sommesse pause, splendidamente interpretate dai ballerini.
Come il fluire dell'acqua, elemento essenziale della vita, che dalla sorgente si trasforma in ruscello, torrente e fiume per giungere al mare, la coreografia segue un ritmo che riflette anche il tempo che trascorre, intorno e dentro di noi. Ci conduce in un cangiante territorio di luci e di acque, che diventa anche il territorio dell'anima.
Foto di: Studio Fotografica
Coproduzione: IX Festival Internazionale Abano Danza - Comune di Chioggia
Traendo ispirazione dall'omonimo libro postumo di Pier Paolo Pasolini, la sala e la scena sono immerse nell'oscurità. Per qualche istante tutto appare sfumato, poi la luce vi coinvolgerà in un messaggio forte per l'elevatezza dei contenuti, denso di significati spirituali. Io non farò dunque mai, in questo mio racconto, della psicologia.
Da Petrolio di Pier Paolo Pasolini:
"Non sapeva ancora, all'inizio di questa nostra storia, quale fosse il fine della sua vita. Era come un verme dentro il bozzolo, eppure potenzialmente era già ciò che egli voleva essere; un angelo mandato da Dio, sconosciuto a tutti, giunge nel mondo..."
